Visualizzazioni totali

giovedì 28 aprile 2016

CAPTAIN AMERICA: CIVIL WAR DI ANTHONY E JOE RUSSO (NO SPOILER)


Il 2016 sta regalando a tutti gli amanti dei Supereroi fortissime emozioni per quanto riguarda il meraviglioso mondo dei Cinecomics: dopo l'amatissimo da queste parti ma criticatissimo quasi da qualsiasi altra parte, Batman V Superman - Dawn of Justice di casa DC/Warner, uscito a fine marzo, ho assistito, sempre in anteprima, alla tanto attesa risposta da parte dei Disney/Marvel Studios che porta in scena Steve Rogers A.K.A. Captain America insieme a tutti i Vendicatori reduci dagli avvenimenti di Age Of Ultron, più qualche piacevole New Entry (leggasi Spiderman, ma soprattutto Black Panther che... MAMMAMIA BLACKPANHTER, mi infervoro!!!). L'hype per questo nuovo lavoro della Casa delle Idee era altissimo, quasi come quello che aveva preceduto l'uscita di Batman V Superman, ma andiamo per ordine.
                                                 La trama, senza spoiler, prima di tutto:
dopo gli avvenimenti che hanno portato alla distruzione di Ultron (ma anche di Sokovia, con relative ingenti e dolorose perdite in termini di popolazione), le Nazioni Unite decidono di ratificare un documento (l'Accordo di Sokovia) secondo cui tutti i supereroi, d'ora in avanti, dovranno sottostare al volere dei paesi aderenti (117), senza alcuna autonomia decisionale. Il tutto per proteggere la popolazione mondiale dai pericoli a cui le azioni "non convenzionali" di Captain America e Compagni l'avrebbero esposta, come avevamo già potuto vedere in The Avengers (Washington, New York ecc). Subito dopo la firma di questo accordo l'intera assemblea viene funestata da un'incredibile esplosione per opera di Helmut Zemo/Daniel Bruhl, in cerca di vendetta dopo aver perso i genitori a Sokovia e essersi unito a quei cattivoni dell'Hydra. Dopo questo tremendo attentato, gli Avengers, da Iron Man a Captain America, si interrogano sul da farsi. Nascono due schieramenti: il primo, agli ordini di Tony Stark/Iron Man/Robert Downey Jr e composto da Visione/Paul Bettany, Vedova Nera/Scarlett Johansson, War Machine/Don Cheadle e le New Entry Black Panther/T'Challa/Chadwick Boseman e Spider-Man/Peter Parker/Tom Holland, deciso a rispettare i voleri delle Nazioni Unite.


Il secondo, comandato da Steve Rogers/Captain America/Chris Evans e composto da Bucky (il soldato d'inverno)/Sebastian Stan, Hawk Eye/Jeremy Renner, Scarlet Witch/Elizabeth Olsen, Falcon/Anthony Mackie e Ant-Man/Paul Rudd, deciso ad agire da fuorilegge ma sempre negli interessi del bene comune.


I due team giungeranno allo scontro dopo il fallimento del tentativo di risolvere il tutto in maniera diplomatica. Chi avrà la meglio?
                                                                 Bene, bene, bene.
Dopo questo breve sunto di quello che saranno due ore e mezza di film, arriva la parte più difficile, almeno per me. Dare un giudizio critico. Come ben saprete, recensire cinecomic non è esattamente il mio forte (non sono mai stato un avido lettore di fumetti). Diciamo che mi appassionano questi film pieni di supereroi forzuti, tecnologicamente all'avanguardia, paladini della giustizia e idoli dei bambini dai 6 ai 60 anni (ihihih). Ma il mio approccio a questo genere cinematografico è più emozionale che critico, cioè mi lascio travolgere dalle sensazioni che mi provoca la pellicola. Sbaglio? Non sbaglio? Non lo so, fatto sta che è così. Facciamo un esempio: quando andai a vedere The Avengers (il primo) uscii dal cinema esaltatissimo, convinto di aver visto uno spettacolo meraviglioso fatto di azione, humor, una colonna sonora super-rockettara, insomma una figata pazzesca. Ed è stata la stessa cosa per Batman V Superman. Un film che sarà pure pieno di difetti, ma che mi ha fatto letteralmente impazzire, tanto che sono andato a vederlo non una, non due ma ben tre volte! Ma potrei dire la stessa cosa per Captain America - Winter Soldier, che è un film veramente bello ed emozionante. Mi sono sentito in obbligo di farvi questo noiosissimo preambolo con l'unico scopo di non essere considerato un DC Addicted, o un Marvel Hater, ma solo un onesto appassionato di cinema e di cinecomics che qui, sul suo bloghettino, esprime la sua opinione senza ergersi a depositario della verità assoluta. Dunque: Captain America - Civil War mi è piaciuto?



La risposta è Sì. Ma la vera domanda è: Quanto mi è piaciuto? E qui nascono i problemi. Se scrivessi "Poco" mentirei. Se scrivessi "Tantissimo" mentirei altrettanto. Ecco, mettiamola così: ci sono cose che mi sono piaciute tantissimo, altre che mi sono piaciute pochissimo, e altre ancora che non mi sono piaciute affatto. Sostanzialmente è un film, nel suo complesso, piacevole, che scorre liscio, che risente della troppa influenza che esercita la casa madre sui registi, privandoli in questo modo di ogni loro tocco personale con lo scopo di servire al pubblico un prodotto che non dà spazio a sperimentazioni di sorta, ma che si basa su regole ben collaudate. Avete presente quando mangiate un Hamburger al Mc Donald's? Che siate ad Aosta o a Palermo, il sapore rimane sempre lo stesso. Ecco, così sono i cinecomic Marvel. Sono quello che il pubblico vuole. Il più classico dei Fan Service.
Entriamo meglio nel dettaglio: i personaggi, gli Avengers, li conosciamo ormai benissimo. Sappiamo tutto di loro. In questo film erano stati annunciati ai quattro venti due nuovi personaggi: Spiderman e Black Panther. Anche di Spiderman sappiamo vitamortemiracoli, mentre di Black Panther non sappiamo praticamente nulla. Si aveva, con questo film, la possibilità di fare luce su questo personaggio, ma ci viene spiattellato davanti così, come se fosse caduto dal cielo, già tutto bello vestito con la sua tutina nera e pronto a combattere. Sì, lo so che tra un po' (un po'... nel 2018) uscirà il film Stand-Alone su di lui, ma un minimo di presentazione non avrebbe fatto male. Poi, che le scene che lo vedono protagonista siano qualcosa di pazzesco, è un altro paio di maniche. Uno dei pochi personaggi in questo film (anzi, l'unico) ad avermi messo i brividi addosso per come è stato realizzato. Altra cosa che mi ha fatto storcere il naso: il villain. Zemo. Daniel Bruhl.


Un attorone meraviglioso. Uno che da GoodBye, Lenin! in poi non ha mai sbagliato un colpo (Inglourious Basterds e Rush, e tanti altri bellissimi film). Viene fatto apparire anche lui dal nulla, con una motivazione più che seria ma, all'atto pratico, si rivela un cattivo senz'anima che, non si sa per volere di chi all'interno della produzione, non fa nemmeno un po' di paura. Si presenta col botto, letteralmente, ma poi svanisce nel nulla, come una bolla di sapone.
E poi ci sono le classiche battutine che condiscono abbondantemente ogni film targato Marvel/Disney. Ma a tutto c'è un limite. Non dico che avrei voluto vedere un film alla Lars Von Trier, (a proposito, le didascalie a tutto schermo sembrano rubate da Nymphomaniac), ma almeno mentre si menano tra di loro, li vogliamo fare stare un po' zitti 'sti Avengers? Risultato: la scena che avevamo già intravisto nei trailer, quella del piazzale dell'aeroporto, che doveva rappresentare il momento di più alta tensione di tutto il film, si trasforma in un grande cabaret. Tra un pugno e un calcio, taaaac, battutina. Come a dire "Ehi, noi ce le stiamo dando di santa ragione, ma non preoccupatevi eh, siamo sempre amiconi!!!". E allora viene da pensare: PERCHÈ vi menate, se lo fate col sorriso tra i denti? Cos'è, uno scontro amichevole come quello di Bill con Pai-Mei? Un allenamento?
Sì, lo so che molti a questo punto si sentiranno di tirare fuori "MARTHA"...

              (Pausa di riflessione e distensione, in perfetto stile Zen, perché se no mi infervoro).

Per finire la parte "MEH", possiamo notare come un film che dovrebbe avere al centro della scena Captain America vede in realtà protagonisti gli Avengers, trasformandolo, difatti, in una sorta di terzo episodio mascherato della saga dei Vendicatori, in cui, per di più, quello che dovrebbe essere il protagonista, viene messo in ombra da altri supereroi quali Iron Man e Spider-Man. Insomma, stavolta un po' di confusione, quantomeno a livello progettuale (perché per quanto riguarda sceneggiatura e regia il film è quasi inappuntabile) è stata fatta da parte della Casa delle Idee. Inoltre ci sono personaggi come Visione, Falcon, Occhio di Falco e War Machine che sono lasciati abbastanza in disparte e caratterizzati poco e male.  Bene invece Black Widow, Bucky e (Gi)Ant-Man: quest'ultimo, soprattutto, l'ho apprezzato molto per la sua caratterizzazione.
                                   Ma veniamo alle cose che mi sono piaciute tantissimo:
BLACK PANTHER! Ragazzi, è qualcosa di assolutamente fantastico!!! Le sue movenze feline sono meravigliosamente armoniche, e il costume è incredibilmente bello!!! Non vorrei esagerare, ma secondo me è il personaggio migliore, non del film in questione (dove comunque appare in un limitatissimo numero di scene) ma di tutti i film che appartengono al Marvel Cinematic Universe. Ogni volta che veniva inquadrato dava talmente tanto un senso di potenza e grinta che portava a pensare Ora quelli del Team Cap li fa fuori tutti lui!!!. Insomma, da solo, Black Panther, vale tutto il film. A questo punto inutile sottolineare l'Hype e la curiosità per il film che lo vedrà assoluto protagonista ma che uscirà solo nel 2018, diretto da Ryan Coogler (già regista di Fruitvale Station e Creed).


Ma le note positive non finiscono qui. Tutti noi aspettavamo Civil War per vedere finalmente in azione con gli Avengers un supereroe che, a causa della sua appartenenza ad una diversa casa cinematografica (la Sony), non avevamo mai avuto l'opportunità di vedere al loro fianco: SPIDER-MAN: la Disney Marvel si è accaparrata i diritti di questo ennesimo supereroe (forse il più amato insieme a Batman e Superman) e così eccolo subito fare capolino tra i giganti Iron Man e Captain America. L'impatto che ha Tom Holland (poco più che un adolescente) su tutto il film è, alla pari di quello di Chadwick Boseman, DEVASTANTE. Si comincia con una visitina di Tony Stark nella casa del Queens che ospita la zia May/Marisa Tomei (oh yeah!!!) e il nerdissimo Peter Parker. Ed è subito esaltante constatare come Tom Holland scaraventerà nel dimenticatoio più assoluto sia Tobey Maguire che Andrew Garfield. Ma il bello viene dopo, quando Peter Parker diventa "Bimbo Ragno": già nel trailer avevamo apprezzato il nuovo costume che in realtà è un ritorno alle origini (sebbene sia realizzato interamente in CGI), ma nel film vedere in azione Spiderman è stato qualcosa di emozionante ed esaltante. La parlantina, già molto accentuata nei film di Raimi (Spider-Man 1-2-3) e Webb (The Amazing Spider-Man e The Amazing Spider-Man - Il Potere di Elektro) in Civil War è stata ingigantita esponenzialmente, così come l'agilità del personaggio che in poco più di un quarto d'ora di scene di combattimento ne combina una più di Bertoldo. Probabilmente, il miglior Spider-Man cinematografico di sempre. Unica pecca, il fatto che venga congedato quasi subito dal suo Padre putativo Iron Man, cioè alla fine della rissa in aeroporto. Ne volevamo ancora e ancora!!! Ci toccherà aspettare il 2017 per vedere ancora in azione l'Uomo Ragno nel suo film intitolato Spider-Man Homecoming.


Altro pregio di Captain America - Civil War è che la sceneggiatura, a parte qualche buchetto (vedi ingresso di Black Panther e sviluppo del personaggio di Zemo), è coerente, chiara e non troppo ingarbugliata. Le due ore e mezza di durata non si sentono affatto, anzi avremmo voluto che il film  fosse continuato ancora per un po', visto che tutto viene lasciato in sospeso rendendolo un episodio di transizione dove succede tutto e non succede nulla. Si delinea comunque una strada che avrà come traguardo Avengers - Infinity War, film che, tuttavia, rimane ancora ben nascosto nei taccuini degli sceneggiatori della Disney-Marvel.
Per concludere l'analisi del film, la scena del combattimento tra Iron-Man e Captain America (e Bucky) è veramente ben realizzata e dà quell'inedito tono drammatico (inedito, essendo un prodotto DisneyMarvel) al film che, secondo me, avrebbe potuto (e dovuto, viste le vicende narrate) essere dato all'intero film che, di sicuro, ne avrebbe giovato e non poco.  Ma, in fondo, va bene pure così.


Tirando le somme, ho trovato Captain America - Civil War un film gradevolissimo (nonostante l'impersonalità della pellicola di cui mi sono già lamentato qualche riga più su), che ho sicuramente voglia di rivedere per scovarne, se possibile, altri lati positivi e, magari, per puro spirito di pignoleria dovuta alle eccessive critiche che hanno subissato il mio amato Batman V Superman - Dawn of Justice, anche qualche altro difettuccio.
Il film uscirà nelle sale il prossimo 4 maggio e si scommette già sul record di incassi.
Voto: 8-/10
Luca Cardarelli


P.S. Rimanete ben ancorati ai seggiolini del cinema anche durante i titoli di coda. 

lunedì 11 aprile 2016

HARDCORE! (HARDCORE HENRY) DI ILYA NAISHULLER



Da tempo i cinema trasmettevano un misterioso trailer di un film girato completamente in prima persona (ovvero ciò che vede lo spettatore è esattamente ciò che vede il protagonista) intitolato Hardcore! Ero piuttosto incuriosito, inutile negarlo. Poi ecco che arriva l'invito per l'anteprima milanese di questo film, scritto, diretto ed interpretato dallo sconosciuto (da chi scrive) Ilya Naishuller che, verrò poi a sapere, oltre a dilettarsi nella regia, è anche il Frontman del gruppo Punk/IndieRock russo Biting Elbows (anche questo mai sentito nominare prima), che ha racimolato tantissime visualizzazioni su Youtube con il video ufficiale della canzone intitolata Bad Motherfu*cker (mmmh, mi ricorda qualcosa...). È proprio da questo video, girato totalmente in prima persona, che il regista/rocker russo ha avuto lo spunto per Hardcore! che ne è la trasposizione cinematografica.


La storia è molto semplice: Henry (Ilya Naishuller) si risveglia dalla morte grazie ad un impianto bionico che quella che dice di essere sua moglie, Estelle (Haley Bennett), le ha innestato nel corpo. Non appena questa finisce di montargli tutti i pezzi (gambe e braccia) viene rapita da un misterioso cattivone, Hakan (Danila Kozvlosky), molto simile nell'aspetto a Kurt Cobain e nelle capacità supereroistiche a Magneto degli X-Men. Henry riesce a salvarsi dalla furia omicida dei sicari di Hakan e, aiutato da un altrettanto misterioso alleato inglese, Jimmy (Sharlto Copley), corre a cercare di salvare Estelle dalle grinfie del cattivo.
Come in un videogioco il suo cammino sarà pieno di insidie e dovrà usare delle maniere più che forti per giungere al suo obiettivo.


La faccio breve, tanto non servono giri di parole per farvi capire che questo film mi è piaciuto e non poco: Hardcore! è quanto di più innovativo, adrenalinico, perverso, splatter e divertente il cinema possa donare allo spettatore. Un'ora e mezza di sgozzamenti, sparatorie, esplosioni, schizzi di sangue e inseguimenti da capogiro che non possono non soddisfare gli appassionati del cinema d'azione/splatter, di fantascienza e dei videogames FPS alla Call of Duty (per rendere bene l'idea).
Come se non bastasse il film è pieno zeppo di citazioni che vanno da Arancia Meccanica di Stanley Kubrick a Kill Bill di Quentin Tarantino (e in alcune scene i due film sono citati contemporaneamente), ma ciò che salta subito all'occhio è la somiglianza del film con il videoclip strafamoso di Smack my bitch up dei Prodigy, anch'esso girato con la medesima tecnica, solo che risale a quasi vent'anni fa.


In sala a fine proiezione è scattato l'applauso quasi totale, segno che questo film ha colpito nel segno e che si appresta a diventare un vero e proprio cult.
Dal 13 aprile nei cinema.
Voto: 8,5/10, ma facciamo anche 9, dai.
Luca Cardarelli



Questo è il videoclip di Bad Motherfuc*er dei Biting Elbows


E questo invece è il trailer di Hardcore!

martedì 5 aprile 2016

A ROYAL NIGHT OUT (UNA NOTTE CON LA REGINA) DI JULIAN JARROLD



In estremo ritardo rispetto all'uscita nel Regno Unito (maggio 2015) arriva anche da noi questa deliziosa commedia dal sapore vagamente retrò che racconta ciò che sta a metà tra la leggenda metropolitana e un fatto realmente accaduto (esistono diversi documentari a riguardo): la nottata trascorsa in incognito tra le strade e i locali di Londra dalle due rampolle della Royal Family inglese (Elizabeth e Margaret) in occasione dei festeggiamenti per la Vittoria della Seconda Guerra Mondiale durante la notte dell'8 maggio 1945.


Vedremo come la futura Regina Elisabetta II correrà per tutta Londra alla ricerca della sorellina quattordicenne Margaret, dopo averla persa di vista durante i primi momenti della loro Night Out (qualcosa che era stata loro sempre negata a causa del loro status). E vedremo come riusciranno ad infilarsi in situazioni sempre al limite del grottesco a causa della loro ingenuità, provocata soprattutto dal fatto che non fossero propriamente abituate ad avere a che fare con la gente comune.


Diretto da Julian Jarrold (già regista di Kinky Boots e Becoming Jane) A Royal Night Out ci porta indietro nel tempo sia per quanto riguarda le scenografie (per l'occasione le riprese si sono svolte nella cittadina inglese di Hull, perfetta per ricreare sia le stradone che i vicoletti medievali di Londra) che lo stile (agli interpreti sono stati sottoposti diversi filmati d'epoca nonché commedie anni '40 per entrare meglio nei personaggi) ricreando alla perfezione le atmosfere di quegli anni e non risultando mai troppo artificioso. Il resto lo hanno fatto le splendide interpretazioni di Sarah Gadon (Elizabeth), Bel Powley (Margaret), Emily Watson (la Regina Madre), Rupert Everett (Re Giorgio VI) e Jack Reynor (l'aviere Jack).


In particolare sono risultati meravigliosamente nella parte Emily Watson e Rupert Everett che hanno esaltato, se ancora ce fosse stato bisogno, il già estremo stile British della pellicola, risultando sia regali che affettuosi come due normali mamma e papà preoccupati per le loro figlie.
Durante il film, ispirato, come sottolineato anche dallo stesso regista, dalle commedie anni '40, non ci si annoia mai, e questo avviene grazie alla genuina frizzantezza che lo caratterizza: situazioni comiche divertentissime, momenti emozionanti (il discorso del Re ascoltato da Elizabeth in un pub strapieno ed in totale silenzio è sicuramente uno di questi) fino alla commozione finale che ha colpito chi scrive e, credo, colpirà un po' tutti quelli che avranno la fortuna di godersi questa fresca e divertente commedia a sfondo storico. Letteralmente sorprendente.


Spiace solo che, essendo una produzione semi-indipendente, il film verrà distribuito in un numero esiguo di sale.
Un consiglio: per godere appieno del suddetto stile British che permea totalmente la pellicola è d'obbligo la visione in V.O. sottotitolata; così A Royal Night Out, oltre a rivelarsi una gioia per gli occhi (i costumi, la fotografia e le scenografie sono curatissimi) lo si rivelerà anche per le orecchie.
Uscita prevista per il 7 aprile.
Voto: 8,5/10
Luca Cardarelli