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giovedì 26 settembre 2013

I FILM DELLA MIA VITA

Su segnalazione di Valentina, amministratrice del Blog http://criticissimamente.blogspot.it/, ho deciso di partecipare ad un gioco per festeggiare il millesimo post di un altro blog, http://frank-manila.blogspot.it/, che consiste nell'elencare i migliori film (secondo chi scrive) partendo dal nostro anno di nascita fino al 2013. E' un'impresa dura, visto che io, personalmente, devo partire dal lontano 1979, ma anche affascinante. Quelli che elencherò sono i miei film preferiti, anno per anno, ma, dovendo la scelta ricadere solo su un film all'anno, so già che ne dimenticherò altri che meriterebbero di rientrare in questa lista. Ho dovuto fare un'eccezione citando due titoli per gli anni 1990 e 1991 e spiegherò poi perché. Allora iniziamo:


1979 - APOCALYPSE NOW di Francis Ford Coppola;
1980 - SHINING di Stanley Kubrick;
1981 - INDIANA JONES E I PREDATORI DELL'ARCA PERDUTA di Steven Spielberg;
1982 - E.T. - L'extraterrestre - di Steven Spielberg;
1983 - SCARFACE di Brian De Palma;
1984 - C'ERA UNA VOLTA IN AMERICA di Sergio Leone;
1985 - RITORNO AL FUTURO di Robert Zemeckis;
1986 - TOP GUN di Tony Scott;
1987 - FULL METAL JACKET di Stanley Kubrick;
1988 - RAIN MAN  di Barry Levinson;
1989 - BATMAN di Tim Burton;
1990 - EDWARD MANI DI FORBICE di Tim Burton;
1990 bis - QUEI BRAVI RAGAZZI di Martin Scorsese;
1991 - MEDITERRANEO di Gabriele Salvatores
1991 bis - THE DOORS di Oliver Stone;
1992 - LE IENE di Quentin Tarantino;
1993 - JURASSIC PARK di Steven Spielberg;
1994 - PULP FICTION di Quentin Tarantino;
1995 - SEVEN di David Fincher;
1996 - TRAINSPOTTING di Danny Boyle;
1997 - DONNIE BRASCO di Mike Newell;
1998 - THE TRUMAN SHOW di Peter Weir;
1999 - EYES WIDE SHUT di Stanley Kubrick;
2000 - THE SNATCH di Guy Ritchie;
2001 - BLOW di Ted Demme;
2002 - PROVA A PRENDERMI di Steven Spielberg;
2003 - KILL BILL VOL. 1 di Quentin Tarantino;
2004 - KILL BILL VOL. 2 di Quentin Tarantino;
2005 - BATMAN BEGINS di Christopher Nolan;
2006 - THE DEPARTED - Il bene e il Male - di Martin Scorsese;
2007 - IO SONO LEGGENDA di Francis Lawrence;
2008 - IL CAVALIERE OSCURO di Christopher Nolan;
2009 - BASTARDI SENZA GLORIA di Quentin Tarantino;
2010 - MINE VAGANTI di Ferzan Ozpetek;
2011 - SHERLOCK HOLMES - Gioco di ombre - di Guy Ritchie;
2012 - IL CAVALIERE OSCURO - Il ritorno - di  Christopher Nolan;
2013 - RUSH di Ron Howard.
Infine vorrei spiegare il perché del doppio film negli anni 1990/1991: Edward mani di forbice mi piacque subito tantissimo, mentre Quei bravi ragazzi lo scoprii molto più tardi, diciamo una decina di anni dopo la sua uscita. E' uno di quei film che non mi stanco mai di rivedere. Non potevo non inserirlo nella lista. Invece per quanto riguarda il 1991, Mediterraneo lo reputo uno dei film italiani più belli di sempre, capace di trattare temi delicatissimi con la leggerezza tipica dei protagonisti, Abatantuono su tutti. E questo lo capii sin da subito, anche se all'epoca ero ancora un bambino (12 anni). E anche questo andava per forza inserito nella lista. The Doors invece è un altro di quei film che ho guardato al primo lancio televisivo (mi ricordo la VHS del film registrato su Italia 1 e il marchio della rete con il n. 1 in rosso a rappresentare la prima TV) e che ho guardato così tante volte da ricordare a memoria ogni singola scena e ogni singola battuta (tanto da gareggiare con alcuni amici malati di The Doors come me).


mercoledì 25 settembre 2013

GRAVITY (3D)

Titolo originale: GRAVITY
Anno: 2013
Paese: USA/UK
Regia: ALFONSO CUARON
Protagonisti: SANDRA BULLOCK/DR. RYAN STONE;
GEORGE CLOONEY/MATT KOVALSKY.
VOTO: 8/10
TRAMA:  Un astronauta (Clooney/Kovalsky) e un ingegnere biomedico (Bullock/Stone) prestato alla N.A.S.A. si trovano in orbita per sistemare un modulo danneggiato quando vengono colpiti da una tempesta di detriti di un satellite andato in frantumi che a sua volta pone fine alla vita di tutti i componenti del team all'infuori di loro e danneggia in maniera irreparabile  anche lo Shuttle. 
I due sopravvissuti devono così cavarsela e andare a trovare un passaggio sulla navetta cinese poco distante da loro che nel frattempo vanno alla deriva.
E venne il giorno di Gravity, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, apprezzato dalla critica che, per una volta, incrocia positivamente anche i miei gusti personali, dopo aver stroncato tanti altri film che io reputavo invece bellissimi.
Alfonso Cuaron ha fatto il cosiddetto salto di qualità e, aiutato nella sceneggiatura dal figlio Jonas, ha impacchettato quello che agli occhi di nientepopodimeno che James Cameron è "uno dei migliori, se non il migliore, Space Movie della storia". Io per primo, dopo aver letto tale dichiarazione mi sono lasciato andare alla più classica delle esclamazioni che escono non appena qualcuno la spara grossa: "Seeeeeeeeeeeeeee", e invece ieri mi sono dovuto ricredere. Questo di cui sto scrivendo è effettivamente un filmone di quelli che dici: "lo voglio rivedere e voglio il bluray appena disponibile per riguardarmelo altre mille volte!!!!". Una cosa impressionante. In due giorni probabilmente ho visto i due migliori film dell'anno (Rush e, appunto Gravity). Due concentrati di perfezione stilistica a livello di regia/fotografia/montaggio, emozioni e bravura attoriale. Ma gravity non è solo bellezza esteriore. E' anche un film che può essere interpretato in maniera filosofica. Insomma una sorta di risposta alle millenarie domande: "Chi siamo? E da dove veniamo?"   
Io ho avuto la sensazione che Cuaron abbia voluto in un certo modo rappresentare la nascita della vita sulla terra, appoggiando così la tesi di coloro i quali sostengono che essa provenga dallo spazio. Ho iniziato a capirlo quando ho assistito alla scena in cui la Bullock, penetrata nella stazione spaziale internazionale si spoglia e si addormenta, roteando su se stessa, in posizione fetale: una scena che ricorda molto le foto delle ecografie dei bambini in procinto di nascere. E poi ho continuato a guardare il film fino alla fine in quella prospettiva. Alla fine potrebbe reggere come interpretazione.
Una caratteristica predominante di questo film è il continuo senso di angoscia, panico, smarrimento che si prova guardandolo. E di questo sono sicuro: era un obiettivo di Cuaron innestare codeste  sensazioni allo spettatore, mediante una perfetta rappresentazione scenica oltre che ad una grandissima interpretazione  da parte di Clooney e, soprattutto, di un'inedita Sandra Bullock mai vista nelle vesti di un personaggio così tanto drammatico. Un applauso lungo dieci minuti meriterebbe Cuaron per la regia e per il montaggio. Un infinito piano sequenza (circa 20 minuti) apre il film con degli scenari da far sgranare gli occhi. Il Mondo mai visto dallo spazio così in un film, uno spettacolo per gli occhi, che non hanno risentito nemmeno un secondo del 3D (aggiunto in postproduzione, in realtà il film è stato girato in maniera classica). E poi ancora lunghi silenzi intervallati dalle classiche comunicazioni interspaziali (Houston abbiamo un problema) che mi hanno riportato indietro negli anni. E ancora piani sequenza (più brevi) e accelerazioni improvvise dovute all'altrettanto improvviso, ma previsto, arrivo dei detriti. Per non parlare dell'aurora vista dallo spazio, anch'essa a rappresentare la speranza e la vita che nasce.
Tutto incredibilmente bello. E poi il finale, uno dei finali più commoventi di sempre. E il dubbio che ti assale all'inizio dei titoli di coda: "E se ci fosse un sequel?"

martedì 24 settembre 2013

Rush


Titolo originale: RUSH
Anno: 2013
Paese: USA/GER/UK
Regia: Ron Howard

Protagonisti: Chris Hemsworth/James Hunt; Daniel Bruhl/Niki Lauda; Olivia WIlde/Suzy Miller; Alexandra Maria Lara/Marlene Knaus; Pierfrancesco Favino/Clay Regazzoni.
Voto: 8/10
Partirei subito dal voto: 8. Meriterebbe un 10 e lode, se non fosse per quell'orrenda scena in cui Niki e futura consorte rimangono a piedi nel bel mezzo del TRENTINO ALTO ADIGE e vengono soccorsi da due ragazzi ITALIANI, ma con un accento napoletano da far sanguinare le orecchie. Evidentemente nessuno, Favino compreso, ha spiegato al regista che a Trento si parla un italiano leggermente diverso da quello che si parla a Napoli. Qualcuno potrebbe obiettare sostenendo la tesi di due militari in licenza. Ma i militari non hanno i capelli lunghi fino alle spalle come i due ragazzotti in questione.
Capita a tutti di inciampare durante un lungo cammino.
Gaffe a parte,  ci troviamo di fronte ad un capolavoro che dosa adrenalina e sentimenti in un mix perfetto. Il rombo dei motori nelle scene delle gare del mondiale di F1 del 1976 è da pelle d'oca. Ti rimane dentro per tutta la durata del film e si lega molto al rapporto di odio/amore che sussiste tra James Hunt e Niki Lauda. Il primo ha l'anima da Rock Star, festaiolo e donnaiolo,  il secondo da freddo professionista calcolatore, attento ad ogni dettaglio. Lauda e Hunt, tanto agli antipodi nella vita, tanto uguali in pista, entrambi pronti a dare la vita pur di salire sul gradino più alto del podio.
Entrambi furono ripudiati dalle rispettive famiglie per il loro sogno di diventare degli eroi, delle leggende. Entrambi realizzarono, a loro personale modo, questo sogno che li accomunava.
Un film che emoziona ogni genere di spettatore: dall'addetto ai lavori a colui il quale non saprebbe distinguere una Ferrari da una McLaren. E poi fotografia e montaggio sono incredibilmente aderenti a quello che è lo spirito di un film che tratta di una formula 1 ancora poco evoluta tecnologicamente e per questo più umana, quasi artigianale, con i fotografi sdraiati sul prato a bordo pista e le macchine che oltrepassano a velocità incredibili la linea del traguardo rischiando di travolgere il giudice di gara che sventola la bandiera a scacchi nel bel mezzo della pista. I due protagonisti vivono in perfetta simbiosi con quel mondo. 
Quello che più mi ha colpito è la maniera in cui Howard ha dipinto questo entusiasmante duello e, nello stesso tempo, le vicende personali dei due piloti. E il colpo al cuore arriva quando, a fine film, compaiono i veri Niki Lauda e James Hunt.

Il magone è stato automatico.



venerdì 20 settembre 2013

UN PIANO PERFETTO





Titolo originale: Un Plan Parfait
Anno: 2013
Regia: Pascal Chaumeil
Protagonisti: Diane Kruger (Isabelle), Dany Boon (Jean-Yves Berthier);
Voto: 6/7


Isabelle è ad un passo dal matrimonio, il suo primo. Ma è proprio questo il problema. Nella sua famiglia i "primi matrimoni" sono sempre stati un fallimento. E' una sorta di tradizione. Per non essere da meno, poichè convive felicemente già da 10 anni con il suo compagno, spinta dalla sorella, decide di aggirare l'ostacolo sposando uno sconosciuto in Danimarca (dietro pagamento) e di divorziare subito, così da arrivare all'altare con il suo vero compagno, ignaro di tutto, che così diventerebbe il suo secondo e definitivo marito. Ma il piano, perfetto sulla carta, nella realtà si dimostra pieno di falle... 


Un piano perfetto (finalmente un titolo tradotto come si deve e cioè in maniera letterale) è una commedia come tante altre, dal retrogusto un po' anni '90 degno di film come "week end senza il morto", ma ha in più una Diane Kruger che tira fuori un insospettabilissimo lato comico (ci aveva provato già con l'ironia in "Bastardi senza gloria" ma ora si è proprio superata), cercando di togliersi di dosso la sua veste da donna algida e teutonica, duettando alla perfezione con Dany Boon in gag surreali, come si conviene nelle commedie francesi da "Il favoloso mondo di Amelie" a "Giù al Nord" o "Niente da dichiarare?". Il film è piacevole, divertente, certamente un po' scontato, ma non per questo deprecabile.  

martedì 17 settembre 2013

R.I.P.D. - Poliziotti dall'Aldilà

Titolo originale: R.I.P.D.
Anno: 2013
Regia: Robert Schwentke
Protagonisti: Ryan Reynolds, Jeff Bridges, Kevin Bacon.
Voto: 6
Tratto dall'omonimo (e, onestamente, mai sentito nominare in vita mia) fumetto edito dalla Dark Horse Comics, R.I.P.D. racconta le avventure di un poliziotto (Nick Walker/Ryan Reynolds)  che viene ucciso a tradimento dal proprio partner doppiogiochista  (Bobby Hayes/Kevin Bacon) e viene accolto dal "Rest in Peace Department" (R.I.P.D., per l'appunto) in cui gli viene dato il compito di combattere e, possibilmente, arrestare quelle anime che provano a rimanere sulla terra anche post-mortem. Quindi il campo di battaglia è sempre la terra. Ad affiancare Walker troviamo Roy Powell/Jeff Bridges, un vecchio e feroce sceriffo del diciannovesimo secolo. La trama si snoda con un ritmo elevato per tutta la durata del film, non lasciando spazio a tempi morti. C'è invece molto spazio per effetti speciali e gag comiche e troviamo anche qualche riferimento a Harry Potter (le anime ricercate lasciano un'aura negativa molto simile a quella che lasciavano i dissennatori e il wc viene usato come portale transdimensionale), Man In Black (la coppia Reynolds/Bridges ha molti tratti in comune con quella formata da Jones/Smith), Ghost (Reynolds tenta sempre di farsi riconoscere dalla moglie che ha lasciato prematuramente e, alla fine, ci riesce). Un particolare che mi stava sfuggendo è il fatto che, una volta riapparsi sulla terra, Bridges e Reynolds appaiano ai vivi rispettivamente nei panni di un'avvenente Playmate bionda e di un vecchietto cinese. Molto simpatiche le scene in cui i vivi pensano di avere a che fare con una bionda da copertina, mentre lo spettatore vede che in realtà stanno facendo di tutto per portarsi a letto Jeff Bridges.
Tutto sommato, il film è molto divertente, anche grazie a Bridges che ha instillato un po' di Drugo nel suo personaggio molto western. Purtroppo  il Twist finale era ampiamente annunciato sin dall'inizio, ma ormai pare sia diventato difficilissimo creare un finale a sorpresa in un film. R.I.P.D. è un "Fantasy-Action-Comic Movie" utile per salvare serate che altrimenti verrebbero passate sul divano a ticchettare sul telecomando in cerca di qualcosa di decente da guardare.

martedì 10 settembre 2013

BLING RING: Francis perdonala perchè non sa quello che fa

In anticipo rispetto all'uscita nelle sale sono riuscito a vedere questo dannato film il cui trailer mi perseguitava da circa sei mesi, qualsiasi film io andassi a vedere, dal film di animazione all'Horror: SEMPRE!!! Ci avevo messo un secondo, anche meno, ad riporlo nell'allegorico cassetto etichettato "boiata Teen-service". Mi sbagliavo. Nel senso che è una boiata, ma non è assolutamente "Teen service". O forse lo è? Boh. Mi spiego meglio. In poche parole l'intento della Coppola era quello di farci capire, tramite questo film tratto da un articolo di Vanity Fair su fatti realmente accaduti, come si sia degradata la società moderna, schiava del materialismo e dell'apparire (che poi io, onestamente, non  avevo mai sentito parlare, né avevo mai letto niente su questi ragazzini che svaligiavano le case dei vips ammerigani di Ollivud). Ma da come è stato pubblicizzato il film, appare quasi che i protagonisti delle vicende narrate siano da prendere a modello. Appare, sì perché una persona matura che guarda può anche capire dove vuole andare a parare la Coppola. Ma una ragazzina di 15 anni ha la maturità necessaria quantomeno per intuire che quello che fanno quei 4 debbosciati è sbagliato? E giù di concorsi per vincere viaggi a londra, patria dello "shopping", addirittura concorsi per vincere il"Bling Ring kit" (cosa c'è in quel kit, un piede di porco per riuscire ad entrare nelle case dei Vip? No, una maglietta, una "shopper" e qualcos'altro, tipo i regali di Donna Moderna). Anche a costo di sembrare un bacchettone catapultato ad oggi dagli anni 30 del 1800,  io dico che questo film andrebbe vietato ai minori, non di 18 anni, ma di 25 (e sono ancora generoso). Dal punto di vista tecnico il film è girato alla solita maniera della Coppola, lunghi silenzi, dialoghi ermetici, personaggi abbastanza piatti, ma questo è il lato positivo, perché il resto è tremendamente FUORI LUOGO!!!!

lunedì 9 settembre 2013

RIDDICK



In questo episodio della saga antieroica con protagonista Vin Diesel, scritta e diretta da David Twohy, vediamo Riddick, alle prese con un pianeta sconosciuto abitato da bestie feroci, che lotta contro un gruppetto di Mercenari cacciatori di taglie capitanati da Santana (Jordi Molla) a cui poi si unirà un'altra squadra comandata da Johns che crede che Riddick gli abbia ucciso il figlio morfinomane ai tempi di Pitch Black e vuole quindi vendicarsi. Dopo una prima parte alla Rambo (Riddick si ambienta nel nuovo pianeta, guarisce dalle ferite e si prepara alla battaglia), ecco che si entra nel vivo il film: arrivano i mercenari, come al solito una banda in cui decidere chi sia più idiota è un vero problema. E poi arrivano altri mercenari, un po' più intelligenti. Mercenari per la grana e mercenari per l'onore si uniscono con l'unico scopo di intrappolare Riddick che, quando se li trova davanti, sembra giocare al gatto con il topo. Insomma, la trama non è che sia proprio originalissima ma è molto alto il ritmo dell'azione e notevoli sono gli effetti speciali a fronte di un non elevatissimo budget (circa 40 milioni $). Gli animali mitologici/alieni sono ben confezionati e ben animati e anche le scene di sparatorie e uccisioni sono state ben realizzate. Vin Diesel si conferma adattissimo a interpretare questo tipo di personaggi (molte similitudini con il Dom Toretto di Fast & Furious). Un piacevole Sci-fi/Action movie da vedere senza pretese e, con le dovute proporzioni, superiore ad altri film presenti nelle sale adesso (Elysium).  E' puro intrattenimento, niente di più e niente di meno. Sufficienza piena.

martedì 3 settembre 2013

SHADOWHUNTERS - CITTA' DI OSSA & ELYSIUM (promozione 2X1)

D'estate, si sa, si ha voglia di frescura, spensieratezza e divertimento. E allora dato che appartengo ancora alla razza umana, mi sono andato a vedere questi due filmazzi a distanza di pochi giorni l'uno dall'altro. Devo ahimè essere duro con Elysium: un film di cui l'intera umanità poteva benissimo fare a meno. La mediocrità di questa pellicola è lampante si dall'inizio. Più che altro perché si tratta di cose già viste milioni di volte, seppur in salse diverse, ma sostanzialmente dallo stesso sapore di carne putrefatta. Il mondo ridotto ad un catafascio in cui vivono solo i poveracci contrapposto ad un mondo artificiale in cui vivono solo i ricchi, che emigrarono non appena la terra diventò inospitale per la vita di un certo livello... Insomma morti di fame malati di qualsiasi cosa contro super ricchi super sani. Ma ecco il nostro eroe Maaaaatt Damon che sobillerà e rivoluzionerà tutto, andando a mettere a ferro e fuoco Elysium, governato dalla malefica Jodie Foster (in abiti rigorosamente Armani)  dai polpacci che nemmeno Roberto Carlos ai tempi della punizione contro la Francia nel '98.... Bella favola... e fu così che il pianeta atìrtificiale in cui nessuno si ammalava, diventò una brutta copia della terra afflitta dalle carestie e dalle pandemie... Bravo il regista, eh sì, Neill Blomkamp, che già ci aveva deliziato con District 9, che almeno era un film originale. Ma io dico: se ormai la terra è abitata da sei miliardi di poveracci che per di più hanno tutte le malattie possibili e immaginabili, ti sembra il caso che la risoluzione dei problemi sia farli diventare tutti cittadini di Elysium, rendendo possibile il loro trasferimento su quel pianeta, che è anche infinitamente più piccolo della terra? Ma cosa ti sei bevuto? Va beh... Dai, almeno c'erano scene splatter e sparatorie in gran quantità, e gli attori erano bravi... Ma il film rimane un filmaccio, il che mi ha fatto capire perchè lo abbiano pompato come se fosse  il degno erede di 2001 odissea nello spazio... Ma per favore...
Ma passiamo a Shadowhunters - Città di ossa: qui si parla del film tratto dall'omonimo romanzo scritto da Cassandra Clare. Io devo ammettere di aver letto solo parte di questo romanzo di genere Young-adult, ma da quel poco che ho letto ho avuto l'impressione di trovarmi di fronte ad un frullatone  composto in parte da Harry Potter e in parte da Twilight e tutto ciò che gira intorno ad essi. Impressione che il film mi ha confermato in pieno. E' la storia di Clary Fray, una ragazza di 15 anni che crede di essere normale, ma che normale non è (dove l'ho già letta questa cosa???) e che da un giorno con l'altro si ritrova a combattere contro demoni e vampiri con l'aiuto di alcuni cacciatori (gli shadowhunters) e licantropi (ohibò)... Il cattivone è uno alla Voldemort che vuole impossessarsi di un "mortal instrument" (che sa tanto di "Dono della morte" e che è pure il titolo originale) e scende tra i "Mondani" (cha sa tanto di "Babbani") per impossessarsene... Uh, ma quante coincidenze!!!! La protagonista poi scopre di avere poteri incredibilmente forti, ereditati dalla madre e da questo cattivone che si chiama "Valentine"..C'è anche lo spazio per l'ammore, Clary si innamora di Jace (lo shadowhunter biondo), ma c'è Simon, il suo migliore amico (di lei),  che è innamorato di lei da una vita e ci rimane male, per non parlare dell'altro shadowhunter Alec  (quello moro) innamorato di Jace che ci rimane altrettanto male  e poi c'è la Shadowhunter Isabelle che si capisce subito che si innamorerà di Simon.... Roba di piccoli problemi di cuore... Insomma dai, non vado oltre perché lo spoiler è sempre dietro l'angolo. Devo dire però che, a differenza del sopra citato Elysium, il film Shadowhunters mi ha piacevolmente intrattenuto per tutta la sua durata, sebbene la storia fosse destinata ad un pubblico la cui età va da i 14 ai 19 anni. Ma ha un buon ritmo e gli attori mi sono piaciuti, su tutti Lily Collins che avevo già ammirato in "Biancaneve" al fianco di Julia Roberts e Armie Hammer, Jamie Campbell Bower (Jace) già visto in Sweeney Todt e Leena Hadey (Jocelyn, mamma di Clary), già apprezzata in "300" e "La notte del giudizio", per finire con Jonathan Rhys Meyers (Valentine), apparso in mille film tra cui "Match Point" di W. Allen, e Robert Sheehan che in questo film interpreta l'amico di Clary, Simon, ed apparso ne "l'ultimo dei Templari" e nella serie "The Tudors". La Regia di Harald Zwart (già regista di The Karate Kid con Jaden Smith), per quel poco che ne so, mi è parsa buona, anche se ho letto molte lamentele da parte di lettori del romanzo, al quale il film pare non essere stato fedelissimo. Il libro ce l'ho lì, sul comodino. Lo leggerò e poi commenterò. Penso che Shadowhunters potrebbe diventare una saga cinematografica di ottimo livello, sebbene viaggi sull'orlo del precipizio della Twilightata... Speriamo però di non vederlo cadere in quell'orrido burrone.